Centro Universitario Teatrale C.U.T. La Stanza

Università Cattolica del sacro cuore-Brescia

Progetto di Eleonora Fuser e Maria Candida Toaldo

 

L’itinerario è articolato in una serie di lezioni-spettacolo ideate da Eleonora Fuser e M. Candida Toaldo dove si raccontano metodi e percorsi di lavoro intrapresi da donne-attrici nel mondo maschile della maschera di commedia. 

Giorgia Penzo, Claudia Contin, Eleonora Fuser, Vanda Monaco Westerstahl, saranno per tre serate protagoniste indiscusse di interpretazioni particolarissime e originali. La Commedia dell’Arte, fenomeno che sta alla base della nascita del teatro professionistico moderno in Italia ed in Europa, è ancora oggi una fondamentale scuola per chi vuole conoscere e approfondire tecniche e regole del gioco teatrale.

La pratica dell’improvvisazione stimola i processi creativi personali, quanto quella della maschera obbliga ad una rigorosa disciplina del gesto e dell’azione.

 

Lunedì 17 novembre 2008

Smascherata -Lavori in corso sull’attor comico

Interprete: Giorgia Penzo

Regia: Davide Schinaia

 

Lunedì 24 novembre 2008

Gli abitanti di Arlecchinia

Interprete: Claudia Contin

Regia: Ferruccio Merisi

 

Lunedì 1 dicembre 2008

Pantalone e Pulcinella s.r.l.

Interpreti: Eleonora Fuser, Vanda Monaco Westerstahl

 

Per la realizzazione del progetto la regista M. Candida Toaldo direttore artistico del C.U.T. “La Stanza” nel settore degli Itinerari Teatrali, Spettacoli, festival ed estero e l’attrice Eleonora Fuser saranno affiancate da Laura Mariani che, prima di ogni evento, guiderà il pubblico nella riflessione sull’arte del “travestimento”, virtuosismo d’attrice che diventa spettacolo, ricerca, messa in scena.

 

La divina neutra sessualità

(attrici di ruoli maschili)

Introduce Laura Mariani - Storica del Teatro ed autrice di saggi dul travestimento

 

Il “travestimento”, virtuosismo d’attrice, diventa spettacolo, ricerca, messa in scena.

Pensando ai loro Pantalone e Pulcinella, che presenteranno nella serata conclusiva di questo progetto, Eleonora Fuser e Vanda Monaco Westerståhl hanno posto alcune questioni di fondo sul rapporto fra maschera e corpo vivo dell’attore: che succede nel corpo di chi recita e che emozioni si producono nello spettatore/spettatrice quando a dar vita alla maschera maschile è un corpo di donna? La loro vuole essere una interrogazione fortemente contestualizzata, che intende rapportarsi all’antichità della maschera a partire da una sensibilità acuta del presente, dei suoi corpi e delle sue emozioni così mutati: non resuscitazioni di tipo museale né analisi fini a se stesse né ammodernamenti di facciata ma sperimentazioni di maschere e corpi, di maschile e femminile sul nostro campo di battaglia, per così dire. Sarà un bello scontro.

Tali questioni coinvolgono evidentemente anche le altre attrici invitate, le quali potranno ulteriormente specificarle a partire dalla loro pratica artistica e dalla loro sensibilità. E se Claudia Contin proporrà la sua storica, straordinaria maschera arlecchinesca, Giorgia Penzo ci mostrerà con le sue varie maschere il potere moltiplicatore del travestimento.

Il mio compito di studiosa consisterà nell’accompagnare le attrici nelle loro performance, e possibilmente, in questo loro viaggio: un accompagnamento innanzitutto rispettoso del loro lavoro artistico e dei suoi esiti differenziati ma impegnato su due fronti: da un lato a nutrire la comunicazione con il pubblico e, dall’altro, a porre domande, a segnalare elementi di riflessione significativi e, magari, qualche piccolo punto fermo.

La non coincidenza del sesso del recitante e del personaggio è una delle meraviglie che il teatro storicamente offre. Anche se non c’è travestimento sessuale vero e proprio, l’artista fa ricorso all’altro da sé, che è sì l’altro sesso ma anche, più ampiamente, una zona neutra di perdita delle certezze acquisite e di sperimentazione. La presenza di un elemento straniante nell’interpretazione di un personaggio dell’altro sesso appunto agevola la ricerca dell’attrice, il suo spericolato viaggio sospesa su un filo, come il funambolo di Genet: alla ricerca di qualcosa che non può limitarsi all’abito, anche se questa “superficie” è molto importante, ma investe in primis e necessariamente il corpo con la sua materialità e individualità. Il femminile e il maschile sono costrutti socioculturali non fissi, che tendono a non appiattirsi nemmeno di fronte ai dati biologici; il gender – come ha ben argomentato Judith Butler – è performance, ed è proprio la performatività, con la sua dimensione corporea, agita e ripetuta a trasformare lo stesso gender in un dato “naturale”.

Evidentemente, su questo territorio, così, come su altri che mettono al centro il corpo, l’attore/attrice possiede un’intelligenza perspicua, oggi più che mai necessaria. Ed è molto stimolante che il tema del travestimento venga affrontato a partire dalla maschera: cioè da un oggetto teatrale con un’identità sessualmente e socialmente molto connotata, che sospende le identità anche di genere di chi la indossa, per favorire le ibridazioni sessuali.. Si attacca al viso dell’attrice e modifica il suo sguardo, il suo uso del corpo, sfidando la sua “femminilità” e la sua “parte mascolina” ma anche la sua disposizione “neutra” a divenire altro da sé: poiché la maschera, nascondendo e costringendo, produce ri-velazioni.

 

 

Gli spettacoli si terranno alle ore 18.00 nella Sala Polifunzionale

Università Cattolica del Sacro Cuore Via Trieste 17 – Brescia

 

Info. Università Cattolica del Sacro Cuore

Servizio Formazione Permanente

C.da Santa Croce n.17 Brescia

Tel.0302406501/504 – Fax 0302406505 –

www.bs.unicatt.it

 

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