Decostruire, destrutturare, scomporre. 

Bricolage, la pratica postmoderna di assemblare frammenti di oggetti preesistenti e restituirli in una nuova forma, riscrivere “alla maniera di” creando pastiche con una nuova identità: queste ed altre parole e pensieri risuonano dopo l’immersione vertiginosa nel mondo delle tecnologie e delle reti del 10 febbraio a Riccione. Scrivo di getto e non sono in grado di controllare tutti i riferimenti: se la performance è un accadimento ludico che coinvolge una comunità, è proprio al suo interno che si crea l’elemento creativo e di rottura che innova; dalla performance quella rottura dovrebbe poi diffondere la sua eco nella vita quotidiana della comunità che ha partecipato all’evento.

Youdrama è una modalità del fare teatro che sposta l’uso della tecnologia dal prodotto al processo, dalla scena alle pratiche dell’elaborazione e della scrittura che precedono la scena. Di che tipo di scrittura si parla? Di una scrittura postmoderna, destrutturata, ottenuta per giustapposizione di frammenti. Sul sito appaiono scritti in sequenza diacronica, gli artisti li leggono, li fanno propri, assumono dei lacerti come punti di partenza per una scrittura scenica. Non sanno cosa metteranno in scena, si tratta di entrare per l’appunto in un territorio inesplorato di cui non si conosce ancora la mappa, la si disegna mentre si scopre, in un processo che è “sphota” emersione dall’invisibile.
Questo atto non rimane chiuso nella sala prove, ma si trasferisce al momento della performance dove una struttura modulare si dispone ad accogliere ancora e sempre l’improvvisazione, il “flusso” dell’attore che diventa, a sua volta, medium.
La scrittura scenica destrutturata ricorda le possibilità suggerite dallo Hyperdrama di Charles Deemer: un dramma esploso, dove a lato della scena e del dramma principale procedono le storie parallele dei personaggi quando escono di scena. Il pubblico sceglie il suo percorso di navigazione nel fatto teatrale, riproducendo i percorsi di lettura dell’ipertesto, dove cliccando su un link si accede ad un contenuto non consequenziale, ma parallelo.
Qual’è il postulato di questo nuovo assetto narrativo? Esso consiste nel venir meno del punto di vista, dello sguardo del demiurgo, del regista, dell’autore che abdica al suo ruolo, dichiarando un potenziale relativismo dove è il lettore, lo spettatore che diviene responsabile delle sue stesse scelte di lettura. Ed ogni spettatore porterà con sé una unica e personalissima esperienza, ancora più personale di quanto già non succeda nell’alchimia del rapporto fra spettatore e spettacolo di un consueto evento teatrale.

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