In preparazione reading teatrale sul romanzo di Francesco Cavalli La strada di Ilaria, per il Premio Ilaria Alpi, con Lella Costa, Giorgia Penzo, Francesco Tonti e la musica degli Scraps.

La riduzione di un romanzo per la lettura sulla scena vuol dire ascoltare e riascoltare, stando attenti alle distrazioni. Se il testo funziona, è come essere al cinema davanti a un buon film: impossibile annoiarsi e pensare ad altro. Quando questo succede, anche solo per pochi secondi, vuol dire dal qualche parte nella stesura c'è un ostacolo, un bivio, di fronte al quale la mente si ferma a pensare. A volte bastano due parole simili, una ripetizione, o una parola che sentiamo per la prima volta per trasportare il pensiero in una specie di incantamento, durante il quale l'ascoltatore si chiude in se con le sue fantasie e perde il contatto con la voce del narratore.

Allora bisogna fermarsi, ricominciare da capo, camminare a ritroso sulla strada delle parole per ritrovare il punto dove si è perso il contatto, il bivio dove l'attenzione ha sbagliato strada e, il più delle volte, il problema appare con evidenza. Di solito basta poco: girare le parole, aggiungerne una per definire un elemento o uno stato. Poi si ricomincia daccapo e si ripete tante volte. Risolti i precedenti, ogni volta emergono nuovi spigoli, sempre più piccoli e sempre meno, fino a quando il racconto non prende a fluire senza ostacoli, trattenendo l'attenzione di chi legge e di chi ascolta nel qui ed ora, dove tutto avviene, nel teatro.

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