Mi chiamo Davide Schinaia, sono nato a Milano negli anni '60, in una famiglia tarantina; ho sposato una ragazza veneziana ed ho un figlio, forse un po' confuso a proposito delle sue origini. 

Ho studiato musica, cinema, fotografia, grafica; poi ho incontrato - in rapida successione - il teatro e l'India. Mi sono laureato con una tesi sul Mahabharata  - antica epica Hindu - nella messa in scena di Peter Brook. Ho affrontato le prime regie di piccoli gruppi teatrali verso i vent'anni, fino a che mi sono reso conto che poteva diventare un lavoro.

Mia madre è molto addolorata per il fatto che ho lasciato un posto da insegnante ed in effetti, quando mi chiede che lavoro faccio esattamente, non so cosa risponderle. La consolo dicendole che il mito del posto fisso è tramontato e che oggi sono tutti precari. Così chi fa teatro - ed è precario da sempre - oggi ha il vantaggio di una lunga esperienza.

In teatro mi occupo per lo più di regia, ovvero sono colui che deve saper fingere di avere le idee chiare, mentre sta annaspando più degli altri nella ricerca di un filo logico. Mi salva una buona dose di follia visionaria e di gusto per l'imprevedibile. Spesso mi trovo a mettere insieme pezzi di varia natura in uno stesso spettacolo, motivo per cui mi sono procurato alcuni strumenti drammaturgici, grazie ai quali oggi sarei anche in grado di mettere insieme un testo con senso compiuto.

Maan è un laboratorio di arti performative nato a Riccione nel 2001. La principale attività di Maan è stata per diversi anni la produzione di spettacoli teatrali: Candido da Voltaire; Le astuzie di Volpino ovvero La cassaria, da Lodovico Ariosto; Smascherata. Lavori in corso sull’attor comico; Eldorado. Appunti per uno spettacolo sui migranti; La città invisibile. Segni storie e memorie di pace, pane e guerra, dal libro di Fabio G. Galli; L’opera del malaffare, dall’Opera da tre soldi di B. Brecht; Tempesta. Acrobazie e visioni da William Shakespeare. Un interesse specifico per il linguaggio della danza è stato approfondito a partire dagli spettacoli Saluti e baci e Ortonesque, quest’ultimo vincitore del premio “Confine Corpo” per il lavoro sul movimento degli attori. Uno sviluppo sperimentale sull’interazione fra danza e tecnologie dell’immagine è il recente Ararat, con la danzatrice e coreografa Barbara Martinini, con cui il sodalizio artistico continua nel progetto Ristoranti Cinesi

Dopo aver collaborato alla fondazione di Città Teatro (Riccione) nel 2012, attualmente Maan si dedica più specificamente alla progettazione di regie e alla cura della drammaturgia per spettacoli teatrali e musicali. 

In parallelo svolge anche attività di produzione nel campo dell’audiovisivo.

 

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