Il Corriere di Rimini, 10 dicembre 2000

"El Escopetero", il vinto.

RIMINI - E' il mondo dei vinti, dei diseredati, sopraffatti da solitudini ed ingiustizie, il mondo che vive agii angoli delle strade, tra scatoloni e panchine, il palcoscenico su cui si muove la storia di El escopetero - L'uomo col fucile dello scritto- re uruguaiano Carlos Liscano, portato in scena venerdì 11 per l'ultimo appuntamento di "Pianoterra Zoom", espansioni teatrali. A dar voce e corpo a questo personaggio, icona dell'umanità tradita e ferita, due interpreti che hanno saputo regalare al pubblico atmosfere intense. Ironica, grottesca, ventata di un umorismo livido, la versione dell'attore argentino Adrian Bustamante per la regia di Fernanda Hrelia. Più corrosiva e provocatoria quella di Maurizio Argan, con la collaborazione alla regia di Davide Schinaia al lato sarcastico, di delirante realismo, ha preferito sottolineare l'aspetto di denuncia sociale e politica del monologo ondeggiante tra ritmi incalzanti e poetiche pause dai tono crepuscolare. Ma chi è El escopetero? Un uomo che si sente inutile, che ha abbandonato la lotta quotidiana alla sopravvivenza, schiacciato dalle dittature. Dittature mentali, fisiche, psicologiche imposte da una società in cui "alcuni hanno molto, altri poco, molti niente". Un uomo che ha capito che la vita é una farsa e che nulla si può fare per cambiarla. “L’unica consolazione rimane il fucile mentale" grida 'escopetero', "strumento di giustizia illusorio ma capace di confortare" che riunisce personaggi surreali, metafore di un'esistenza vissuta ai margini che abbraccia una generazione, un'epoca, la vita.
Serena Macrelli

 

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