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Tu amore mio...
Categoria: Spettacoli

Tu amore mio...

Regia

Tu amore mio non mi riconoscerai più, perché sarò diventato verde e avrò smesso di essere io.
Punti di s-svista sull'amore
tratto dal libro Gli svergognati di Delia Vaccarello, ed. La Tartaruga, 2002

in collaborazione con MAAN
con il contributo di Provincia di Rimini/Assessorato ai Beni e Attività Culturali
Flavio Gardella – Agente Seat Pagine Gialle

di e con Maurizio Argàn

interventi di Nicola Matteini
con la partecipazione vocale di Valentina Capone, Gianluca Reggiani, Damiana Bertozzi Fraternali, Gian Vito Banzi
collaborazione musicale di Paolo Montebelli
costumi esclusivi Laboratorio Stlistico RicoSpose, Civitanova Marche
tecnico luci Luca Tognacci
si ringraziano per la collaborazione Claudio Gasparotto, Mauro Marianelli
ideazione progetto Maurizio Argàn
aiuto-regia Milena Mami
spazio luci, scenografia Maurizio Argàn, Davide Schinaia
regia Davide Schinaia

 

Lo spettacolo 

Come il libro da cui è tratto, anche lo spettacolo, ha un obiettivo: rompere quel pregiudizio che non prevede l'irriducibile mistero di ogni esistenza.

‘Il pregiudizio sembra inattaccabile, impermeabile a qualunque evidenza, fino a quando non si escogita la formula giusta, la parola capace di annientare l'effetto letale. Il pregiudizio, infatti, avvilisce e uccide, essendo capace di incrinare gli affetti più forti: quelli tra genitori e figli, tra coloro che hanno scelto di affiancare le proprie vite, tra amici. Mostrando a tutti che il pregiudizio ha torto e non ragione di essere, che è solo il mantello del re nudo, nudo come tutti noi dinanzi al desiderio di vivere una vita felice, ci sentiremo simili nelle emozioni e unici nelle scelte e nelle storie’.

(brano tratto da Gli Svergognati di Delia Maccarello).

 

Estratti della rassegna stampa

‘E’ il sentimento. E’ la passione. Nel nome dell’amore. E’ sicuramente la passione il filo conduttore di ‘ tu amore mio...’ di e con Maurizio Argàn,….La passione e l’amore di un padre verso il proprio figlio, un affetto forte e sincero incrinato dal pregiudizio: il padre alletta le notte di nottambuli uomini esibendosi in qualche locale con veli, pizzi, giri di boa.
Gli spettatori divisi in due spalti ad osservarsi ed osservare la passerella sulla quale l’attore si muove e consuma il suo monologo tratto da ‘Gli svergognati’ di Delia Vaccarello. Parole fatte di passato e di presente, di ricordi e di quel che sarà, intrise di desiderio di volere vivere una vita felice. Uno spettacolo fatto di momenti intensi, introspettivi, da confessionale, molto passionali, alternati ad attimi più frivoli e spensierati ma ugualmente intensi, alla ricerca della vera felicità lontana dal pregiudizio.'
Michele Pazzini, TEATRUS, novembre 2003

‘Rompere quel maledetto pregiudizio che non prevede il mistero di ogni esistenza: essere. Essere una forma, o un cuore che ha bisogno di esprimere l’amore. Cosa succede quando una persona decide di cambiare sesso, dirottando i propri istinti verso una coerente corrente? Un gioco delle parti che fa male. Una partita a scacchi con la morale. Scandaglia la società contemporanea ‘ Tu amore mio …’ prodotto da Teatro della Centena e Marganproduzioni. Maurizio Argàn porta alla vista della platea, con grande intensità, un arcobaleno di personaggi ‘borderline’, che dietro una maschera convenzionale nascondono un cuore che soffre. Che si erge a corpo e voce. Per chiedere al pubblico un’umanità che spesso si vuol negare col silenzio.'
Alessandro Carli, LA VOCE, dicembre2003

‘Si veste e si sveste: La parrucca, i tacchi alti, una gonna di tulle. E poi di nuovo i pantaloni, i capelli corti, la canottiera. Uomo-padre-donna-amante: Drag queen alla ricerca della propria identità. Si srotola come un confessionale a più voce tra lirismi e razionalità, colori sgargianti musica dance e dolci melodie lo spettacolo ‘Tu amore mio….’di e con Maurizio Argàn. Un mix di tonalità per questa prima piece del progetto ‘Passione’. Dedicato alle diversità e a chi deve lottare per guidare il proprio amore oltre il muro dei pregiudizi. Un primo studio che si avvale di un buon testo e di un’intensa ed emozionante recitazione. Nelle corde di Argàn che già con ‘Il minotauro’ ha intrapreso l’esplorazione dell’universo inquieto e problematico dei diversi…Sull’onda dei contrasti. Intimismo e varietà dalle tonalità pop. Si entra nel buio, una fievole luce puntata sul pubblico e poi i fari accecanti di una disco dance psichedelica. In primo piano la gestualità e un’alternanza di ritmo che, a corrente alternata, passa con nonchalance dal drammatico all’umoristico. La piece, ( musica, parole, movimenti) arriva al pubblico a frecce, come dardi che colpiscono e lasciano il segno.'
Serena Macrelli, IL CORRIERE DI RIMINI, ottobre 2003

'Rosso e nero. Essere o apparire. Audacia e coraggio dei temi trattati - l’amore diverso, la passione del cuore – attraversano perpendicolarmente il primo spettacolo del progetto ‘Passione’ ideato e vissuto dall’attore Maurizio Argàn. La pièce si intarsia in domande nude che chiedono all’amore un briciolo di sincerità. In un’atmosfera lievemente retrò – la disposizione del palco stile passerella di moda , ricorda alcuni lavori delle cantine romane degli anni sessanta e settanta – un Argàn provocante e forte di una presenza scenica di rilievo propone le voci intime della sofferenza, dando sfogo ai propri monologhi. La sensazione è quella di assistere ad un viaggio all’interno del costume dell’avanspettacolo: La stessa overtoure scandisce e chiarisce subito che ‘quello che state ascoltando non è un prologo ma un avviso ai naviganti’. E di un viaggio in fin dei conti si tratta. Tre storie che diventano una. Come un racconto, una missiva aperta, una testimonianza. Un testamento per il teatro che l’attore vive e sente. E arriva fino all’anima la lettera aperta che questo padre legge e scrive al figlio. Un uomo che ha scelto di cambiare sesso per sentirsi vivo e coerente. E davanti alle accuse sociali, all’ostracismo questo ‘uoma’ domanda allora ‘perché non chiediamo ad un prete di vergognarsi del proprio Dio?’. Silenzio!. Nei cinquanta minuti che scorrono fra riflessioni e sorrisi si sente l’odore del coraggio e l’amarezza delle risposte agli affetti privati. In mezzo però, c’è musica, cuore, passione, divertimento: Lo spettacolo è emozionante, vibrante e riesce a lasciare agli spettatori quel quid che è, in una parola, la prima lettera del sentimento e del progetto ‘Passione’.
Alessandro Carli, LA VOCE, ottobre 2003

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